martedì 14 aprile 2009
Qualche conto sul tressette
In una mano, la probabilità di avere
0 carichi sono del 1,548 %
1 carico sono del 9,778 %
2 carichi sono del 24,2 %
3 carichi sono del 30,73 %
4 carichi sono del 22 %
5 carichi sono del 9,183 %
6 carichi sono del 2,232 %
7 carichi sono del 0,306 %
8 carichi sono del 0,022 %
9 carichi sono del 0,001 %
10 carichi sono del 0,000008 %
Media: 3; Deviazione standard: 1,271.
Ora considiamo 50 smazzate di un giocatore, scelte a caso, e calcoliamo la media.
L'intervallo di confidenza al 99% per la media su tale campione è [2,54;3,46]
Quindi se uno crede di ricevere carte non eque (per es. da un software) può fare così:
* considerare le ultime 50 mani (sono circa 10 partite), ehi non vale scegliersele: le ultime!
* contare i carichi
* se i carichi sono meno di 127 (o più di 173), E' POSSIBILE LE CARTE NON VENGANO DISTRIBUITE IN MODO CASUALE
* MA SE SONO PIU' DI 126 (e meno di 174) LA STATISTICA DICE CHE SIAMO NELLA NORMALITA'
0 carichi sono del 1,548 %
1 carico sono del 9,778 %
2 carichi sono del 24,2 %
3 carichi sono del 30,73 %
4 carichi sono del 22 %
5 carichi sono del 9,183 %
6 carichi sono del 2,232 %
7 carichi sono del 0,306 %
8 carichi sono del 0,022 %
9 carichi sono del 0,001 %
10 carichi sono del 0,000008 %
Media: 3; Deviazione standard: 1,271.
Ora considiamo 50 smazzate di un giocatore, scelte a caso, e calcoliamo la media.
L'intervallo di confidenza al 99% per la media su tale campione è [2,54;3,46]
Quindi se uno crede di ricevere carte non eque (per es. da un software) può fare così:
* considerare le ultime 50 mani (sono circa 10 partite), ehi non vale scegliersele: le ultime!
* contare i carichi
* se i carichi sono meno di 127 (o più di 173), E' POSSIBILE LE CARTE NON VENGANO DISTRIBUITE IN MODO CASUALE
* MA SE SONO PIU' DI 126 (e meno di 174) LA STATISTICA DICE CHE SIAMO NELLA NORMALITA'
sabato 21 febbraio 2009
101 scuse che non servono a nulla
Le 101 scuse di cui si parla nel titolo (in realtà 36) sono quelle di una campagna contro i viaggiatori abusivi, affisse nella metropolitana di Vienna per oltre cinque anni a cavallo del duemila. Alcune mi sono sembrate molto simpatiche, perciò le traduco. Eccole:
(17) Credevo che la domenica fosse gratis.
(22) Il biglietto ce l'ha mio fratello, ma è nell'altra carrozza.
(34) Me l'ha mangiato il cane.
(35) Non ho trovato l'obliteratrice.
(45) Dall'obliteratrice veniva un ticchettio e mi sono spaventato.
(50) L'aria della metro in arrivo mi ha fatto volar via il biglietto dalla mano.
(56) Volevo pagare dal bigliettaio, ma qui non c'è nessuno.
(63) Credevo che oggi fosse gratis.
(70) L'obliteratrice si è mangiata il mio biglietto.
(83) Non sono mica un viaggiatore abusivo. Semplicemente, non ho il biglietto.
(06) Controlli gli altri prima, intanto lo cerco.
(13) Ho scambiato oggi con ieri, per questo la data del biglietto non corrisponde.
(24) Pensavo che ogni dieci viaggi se ne potesse fare uno gratis.
(42) L'obliteratrice dev'essere senza inchiostro.
(51) Anche ieri ho viaggiato senza biglietto e nessuno mi ha detto niente.
(57) Quando le dico che ho il biglietto, lei deve credermi e basta.
(59) Veramente volevo andare a piedi, solo che mi sono perso.
(72) Veramente vivo a New York e sono qui per caso.
(78) Mio padre mi ha detto che i controllori non ti fanno niente.
(99) Oggi ho pagato già una volta.
(11) Mi vergognavo a chiedere dove fosse l'obliteratrice.
(19) Davanti all'emettitrice dei biglietti c'era uno che non mi faceva passare.
(28) Incomprensibile. Sul mio oroscopo c'è scritto che oggi è il mio giorno fortunato.
(48) Di solito è mia moglie che si occupa di queste cose.
(61) Volevo soltanto dare un'occhiata dentro.
(75) Sono un po' a corto di soldi, ma la settimana prossima pagherò doppio.
(14) Non basta il rimprovero?
(23) Miseria, mia moglie si è presa sia la macchina che l'abbonamento.
(29) Ehi collega, non mi riconosci, lavoro anch'io per le Wiener Linien!
(36) Brutti tempi, quelli in cui nemmeno i controllori possono permettersi il biglietto.
(64) Mi spiace ma non l'ho vista salire.
(76) Lei quanto guadagna? Vuole lavorare per me?
(40) Che ne direbbe di fare fifty-fifty?
(53) Non ho vidimato per non rovinare l'obliteratrice.
(71) Mi madre si è scordata di mettermi il biglietto nello zaino.
(88) Anche i giorni dispari?
(17) Credevo che la domenica fosse gratis.
(22) Il biglietto ce l'ha mio fratello, ma è nell'altra carrozza.
(34) Me l'ha mangiato il cane.
(35) Non ho trovato l'obliteratrice.
(45) Dall'obliteratrice veniva un ticchettio e mi sono spaventato.
(50) L'aria della metro in arrivo mi ha fatto volar via il biglietto dalla mano.
(56) Volevo pagare dal bigliettaio, ma qui non c'è nessuno.
(63) Credevo che oggi fosse gratis.
(70) L'obliteratrice si è mangiata il mio biglietto.
(83) Non sono mica un viaggiatore abusivo. Semplicemente, non ho il biglietto.
(06) Controlli gli altri prima, intanto lo cerco.
(13) Ho scambiato oggi con ieri, per questo la data del biglietto non corrisponde.
(24) Pensavo che ogni dieci viaggi se ne potesse fare uno gratis.
(42) L'obliteratrice dev'essere senza inchiostro.
(51) Anche ieri ho viaggiato senza biglietto e nessuno mi ha detto niente.
(57) Quando le dico che ho il biglietto, lei deve credermi e basta.
(59) Veramente volevo andare a piedi, solo che mi sono perso.
(72) Veramente vivo a New York e sono qui per caso.
(78) Mio padre mi ha detto che i controllori non ti fanno niente.
(99) Oggi ho pagato già una volta.
(11) Mi vergognavo a chiedere dove fosse l'obliteratrice.
(19) Davanti all'emettitrice dei biglietti c'era uno che non mi faceva passare.
(28) Incomprensibile. Sul mio oroscopo c'è scritto che oggi è il mio giorno fortunato.
(48) Di solito è mia moglie che si occupa di queste cose.
(61) Volevo soltanto dare un'occhiata dentro.
(75) Sono un po' a corto di soldi, ma la settimana prossima pagherò doppio.
(14) Non basta il rimprovero?
(23) Miseria, mia moglie si è presa sia la macchina che l'abbonamento.
(29) Ehi collega, non mi riconosci, lavoro anch'io per le Wiener Linien!
(36) Brutti tempi, quelli in cui nemmeno i controllori possono permettersi il biglietto.
(64) Mi spiace ma non l'ho vista salire.
(76) Lei quanto guadagna? Vuole lavorare per me?
(40) Che ne direbbe di fare fifty-fifty?
(53) Non ho vidimato per non rovinare l'obliteratrice.
(71) Mi madre si è scordata di mettermi il biglietto nello zaino.
(88) Anche i giorni dispari?
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giovedì 8 gennaio 2009
Sassolini
Sto diventando impulsivo. Probabilmente è la conseguenza del fatto che ho smesso la cura di antidepressivo e il mio umore va su e giù a sbalzi. Visto che amo la Scienza e detesto i politici (non la Politica), vado su tutte le furie quando un quaquaraquà qualsiasi decide della veridicità di un'analisi scientifica o di una teoria sulla base di tifoserie politiche. Ricordate la cura Di Bella? Un bel giorno i politici di destra decisero, essendo all'opposizione, che il governo dei comunisti stava cercando di ostacolare la scoperta più importante del secolo, cioè la Cura del cancro, per chissà quale retriva ragione. Ricordo ancora, come se fosse adesso, un leader della destra parlare della Commissione Unica del Farmaco come se fosse la cupola di Cosa Nostra. Purtroppo se hai il cancro e vedi in TV un personaggio "autorevole", che magari hai pure votato, dire che la cura c'è ma il governo non te la vuole somministrare, sei portato a crederci. Quanti morti ha sulla coscienza questa gentaglia.
Ma veniamo ad oggi. Vedo in TV, e leggo sul sito de "Il Giornale", un articolo a firma di Paolo Granzotto, intitolato "La Balla Spaziale". Ne riporto una parte perché ne vale la pena:
Lasciamo perdere il termine "trilioni" e facciamo finta che ci sia scritto "fantastilioni". E' proprio l'impostazione cialtrona, la presunzione tipica di chi non lo sa nemmeno, di non sapere niente, che mi ha disturbato. Allora mi sono registrato al sito de "Il Giornale", sotto il nick "Brazov" naturalmente, e ho scritto quanto segue.
Devo precisare che da amante della scienza io detesto non solo granzotto, ma proprio tutti quelli che la mischiano con la poltica, di qualunque colore essi siano: da quelli che dicono che le fonti alternative possono sostituire il petrolio (di sinistra), passando per quelli dell'inquinamento elettromagnetico e dei suoi presunti-indimostrati danni alla salute (di solito ancora di sinistra), fino a quelli che dicono che il riciclaggio è alternativo agli inceneritori (cobas napoletani).
Come al solito, l'animosità porta a strafare, e forse insultandolo mi sono messo parzialmente dalla parte del torto. Ma che liberazione, però.
In post più vecchi ho scritto più volte dei sondaggi fasulli di Sky e delle volate che continuamente la rete di Murdoch tirava al governo Berlusconi. Ora che il governo ha aumentato l'IVA a Sky, i titoli sono cambiati: si parla del Natale, del nuovo anno, della multa al calciatore Adriano. Intanto lo stato italiano continua ad elargire fondi per comprare i decoder per il digitale terrestre. Così, chi come me paga il canone Sky troverà un aumento, il cui corrispettivo in parte andrà direttamente alla concorrenza. Dal morir dal ridere. Ma tutto sommato la meritata bastonata a Sky allevia parzialmente il dolore del probabile aumento del canone.
Ma veniamo ad oggi. Vedo in TV, e leggo sul sito de "Il Giornale", un articolo a firma di Paolo Granzotto, intitolato "La Balla Spaziale". Ne riporto una parte perché ne vale la pena:
Adesso, se i membri dell’Accademia Reale delle Scienze disponessero di una seppur modica quantità d’amor proprio e volessero restituire al Premio Nobel quel poco di rispetto che tutto sommato si merita, dovrebbero convocare a Stoccolma Al Gore e Rajendra K. Pachauri, il presidente dell’Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Change. E lì, nella sala del concerto dell’Accademia Reale di Musica dove nell’ottobre del 2007 il Bibì e il Bibò del «global warming» ricevettero dalle mani di Re Gustavo il Nobel per la Pace - per la Pace! -, degradarli come si fa con gli ufficiali felloni o traditori. Con obbligo di restituire medaglia d’oro, diploma e, soldi sull’unghia, quel milione e centomila euri che ricevettero di prebenda.
L’abbiamo scampata bella. Se non interveniva la Natura con le sue gelate, le sue piogge e le sue nevicate, se non ci si fosse messa di buzzo buono per riempire fino all’orlo fiumi, laghi e bacini, per rimpinzare - in un fiat, fra l’altro - con trilioni e trilioni di tonnellate di ghiaccio le calotte polari di sopra e di sotto oltre che ghiacciai di tutto il mondo, ivi compreso il dato per morto e sepolto Perito Moreno, se non avesse, insomma, voluto dimostrare che lei fa quel che più le pare e piace strabuggerandosene delle proiezioni matematiche dell’Ipcc e delle quattro puzzette emesse da noi umani, Al Gore e Rajendra K. Pachauri sarebbero ancor qui a dettar legge.
Lasciamo perdere il termine "trilioni" e facciamo finta che ci sia scritto "fantastilioni". E' proprio l'impostazione cialtrona, la presunzione tipica di chi non lo sa nemmeno, di non sapere niente, che mi ha disturbato. Allora mi sono registrato al sito de "Il Giornale", sotto il nick "Brazov" naturalmente, e ho scritto quanto segue.
Ci risiamo: c'è gente, come questo granzotto, che crede che la natura segua le leggi della politica, piuttosto che quelle della chimica e della fisica. E siccome di solito coloro che studiano questioni ambientali sono COMUNISTI, e il comunismo è stato sconfitto dalla storia, ne consegue che sono degli scienziati inattendibili. granzotto, chi come te pensa che una nevicata sia una prova o una confutazione di una tesi scientifica (qualsiasi tesi), non capisce nulla del metodo scientifico. E sono portato a pensare che non capisca proprio un cavolo di niente.
Devo precisare che da amante della scienza io detesto non solo granzotto, ma proprio tutti quelli che la mischiano con la poltica, di qualunque colore essi siano: da quelli che dicono che le fonti alternative possono sostituire il petrolio (di sinistra), passando per quelli dell'inquinamento elettromagnetico e dei suoi presunti-indimostrati danni alla salute (di solito ancora di sinistra), fino a quelli che dicono che il riciclaggio è alternativo agli inceneritori (cobas napoletani).
Come al solito, l'animosità porta a strafare, e forse insultandolo mi sono messo parzialmente dalla parte del torto. Ma che liberazione, però.
In post più vecchi ho scritto più volte dei sondaggi fasulli di Sky e delle volate che continuamente la rete di Murdoch tirava al governo Berlusconi. Ora che il governo ha aumentato l'IVA a Sky, i titoli sono cambiati: si parla del Natale, del nuovo anno, della multa al calciatore Adriano. Intanto lo stato italiano continua ad elargire fondi per comprare i decoder per il digitale terrestre. Così, chi come me paga il canone Sky troverà un aumento, il cui corrispettivo in parte andrà direttamente alla concorrenza. Dal morir dal ridere. Ma tutto sommato la meritata bastonata a Sky allevia parzialmente il dolore del probabile aumento del canone.
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domenica 16 novembre 2008
Ministro Gelmini, che pena
L'unica risposta che so darmi alla domanda "ma perché all'Istruzione e all'Università mettono sempre ministri di così poco spessore?" è che così essi si limiteranno ad avallare le decisioni di altri. La Gelmini, se non è stupida, cosa che non so dire, l'avrà capito benissimo, ma le conviene fingere lo stesso. Un posto di ministro fa gola ad una trentacinquenne principiante di politica, e non solo di quello.
Parliamo dell'ultima uscita di questa autodichiaratasi pasdaran della qualità della ricerca e della lotta ai baroni. Cito dal sito de La Repubblica:
Fra gli obiettivi della riforma c'è quello di cancellare "l'ideologia dell'egualitarismo": "Vogliamo cancellare dalla scuola e dall'università l'ideologia dell'egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone".
Ora, chiunque ne sappia un minimo di università è al corrente del fatto che se in Italia c'è un problema, non è quello del 18 politico, ma al contrario dell'elevato numero di abbandoni. Nelle facoltà di Ingegneria si sfiora il 50% e non è che chi come me è dall'altra parte della cattedra si diverta un granché, a bocciare. Perché bocciare uno studente significa fargli l'esame due o più volte.
No, cara ministra, quell'aria di santarellina non basta per convincermi delle tue bugie. Confessa che anziché spender soldi per l'Università il tuo governo preferisce elargire regalie agli autotrasportatori, agli amichetti dell'Alitalia o cancellare l'ICI per le case degli abbienti. Non sono esempi ipotetici, ma autentici denari dirottati dalle casse degli atenei verso quelle destinazioni dal precedente e dall'attuale governo. L'ICI poi: pagavo 140€, una briciola in confronto ai 20.000 di IRPEF. In cambio, avrei continuato volentieri a pagare quella tassa. Tanto più che i soldi andavano al mio comune. Ma sto divagando. Dì, cara Gelmini, che secondo il tuo miope governo ogni altro possibile impiego per il denaro pubblico è meglio che darlo all'Università. Ammettilo. Guadagnerai un simpatizzante.
Parliamo dell'ultima uscita di questa autodichiaratasi pasdaran della qualità della ricerca e della lotta ai baroni. Cito dal sito de La Repubblica:
Fra gli obiettivi della riforma c'è quello di cancellare "l'ideologia dell'egualitarismo": "Vogliamo cancellare dalla scuola e dall'università l'ideologia dell'egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone".
Ora, chiunque ne sappia un minimo di università è al corrente del fatto che se in Italia c'è un problema, non è quello del 18 politico, ma al contrario dell'elevato numero di abbandoni. Nelle facoltà di Ingegneria si sfiora il 50% e non è che chi come me è dall'altra parte della cattedra si diverta un granché, a bocciare. Perché bocciare uno studente significa fargli l'esame due o più volte.
No, cara ministra, quell'aria di santarellina non basta per convincermi delle tue bugie. Confessa che anziché spender soldi per l'Università il tuo governo preferisce elargire regalie agli autotrasportatori, agli amichetti dell'Alitalia o cancellare l'ICI per le case degli abbienti. Non sono esempi ipotetici, ma autentici denari dirottati dalle casse degli atenei verso quelle destinazioni dal precedente e dall'attuale governo. L'ICI poi: pagavo 140€, una briciola in confronto ai 20.000 di IRPEF. In cambio, avrei continuato volentieri a pagare quella tassa. Tanto più che i soldi andavano al mio comune. Ma sto divagando. Dì, cara Gelmini, che secondo il tuo miope governo ogni altro possibile impiego per il denaro pubblico è meglio che darlo all'Università. Ammettilo. Guadagnerai un simpatizzante.
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Università
mercoledì 5 novembre 2008
Università e baroni
Di Università, in questi tempi, è piena la rete. Così mi sento esonerato dall'obbligo di spiegare se e cosa c'è che non va nell'azione del governo in carica. Lo fanno meglio di me insigni studiosi, ottimi giornalisti, persino Nature definisce "suicidi" i provvedimenti presi.
Così, mi sento autorizzato a esprimere solo il mio stato d'animo, che è di grande amarezza.
Non ho votato il governo Berlusconi. Tuttavia riconosco che esso esprime la posizione e le idee di gran parte degli italiani. Esprime l'opposizione, a volte più che giustificata, all'arroganza, all'inefficienza, all'autoreferenzialità di molte strutture pubbliche, ministeri, scuole, magistratura, università appunto. Fin qui li capisco. Ma quello che proprio non capisco è la sensazione di rivalsa, quasi di liberazione, che fin troppo evidentemente traspare dalla loro stampa di fronte allo strangolamento dell'Università pubblica. Di fronte a norme che possono un pochino disturbare i "baroni" e le consorterie che gestiscono i corsi di laurea con un solo studente, forse, ma che certamente mettono in ginocchio i corsi di laurea che di studenti ne hanno trecento e gli studiosi che non hanno altri fondi cui attingere per la ricerca se non quelli pubblici. A volte penso che questa gente non sarebbe affatto turbata se le chiudessero proprio, le Università. Ma bisogna dir loro che sono come quel marito che per fare dispetto alla moglie si tagliò i coglioni.
Allora, diciamolo chiaramente: l'Università non è dei baroni o dei comunisti. E' di tutti. Danneggiarla è come disboscare. Significa porre le premesse per un'ulteriore arretramento del nostro Paese. Non bisogna tagliare fondi alle Università: bisogna aumentarli.
Se poi riusciranno a licenziare i fancazzisti e a tagliare i rami secchi io, che spesso accendo la luce nel mio corridoio la mattina e la sera la spengo, sarò felice. E con me la maggior parte dei docenti universitari.
Così, mi sento autorizzato a esprimere solo il mio stato d'animo, che è di grande amarezza.
Non ho votato il governo Berlusconi. Tuttavia riconosco che esso esprime la posizione e le idee di gran parte degli italiani. Esprime l'opposizione, a volte più che giustificata, all'arroganza, all'inefficienza, all'autoreferenzialità di molte strutture pubbliche, ministeri, scuole, magistratura, università appunto. Fin qui li capisco. Ma quello che proprio non capisco è la sensazione di rivalsa, quasi di liberazione, che fin troppo evidentemente traspare dalla loro stampa di fronte allo strangolamento dell'Università pubblica. Di fronte a norme che possono un pochino disturbare i "baroni" e le consorterie che gestiscono i corsi di laurea con un solo studente, forse, ma che certamente mettono in ginocchio i corsi di laurea che di studenti ne hanno trecento e gli studiosi che non hanno altri fondi cui attingere per la ricerca se non quelli pubblici. A volte penso che questa gente non sarebbe affatto turbata se le chiudessero proprio, le Università. Ma bisogna dir loro che sono come quel marito che per fare dispetto alla moglie si tagliò i coglioni.
Allora, diciamolo chiaramente: l'Università non è dei baroni o dei comunisti. E' di tutti. Danneggiarla è come disboscare. Significa porre le premesse per un'ulteriore arretramento del nostro Paese. Non bisogna tagliare fondi alle Università: bisogna aumentarli.
Se poi riusciranno a licenziare i fancazzisti e a tagliare i rami secchi io, che spesso accendo la luce nel mio corridoio la mattina e la sera la spengo, sarò felice. E con me la maggior parte dei docenti universitari.
sabato 13 settembre 2008
A proposito di sondaggi
E' interessante confrontare due "sondaggi" sullo stesso tema, di Repubblica e di SkytTg24.


Di chi è la colpa? Secondo il sondaggio di Sky, solo il 36% indica i politici, mentre su Repubblica il 60% indica il governo in carica (e il 2% il governo Prodi).
Non venitemi a dire che non sospettate anche voi che la macchina berlusconiana si metta in moto ad ogni sondaggio lanciato da SkyTg24. Come lasciano credere i risultati bulgari sulle uscite tonitruanti dello Psiconano sull'Europa.
Sarebbe un motivo di piuù per smetterla di farli. Errare è umano, ma perseverare...


Di chi è la colpa? Secondo il sondaggio di Sky, solo il 36% indica i politici, mentre su Repubblica il 60% indica il governo in carica (e il 2% il governo Prodi).
Non venitemi a dire che non sospettate anche voi che la macchina berlusconiana si metta in moto ad ogni sondaggio lanciato da SkyTg24. Come lasciano credere i risultati bulgari sulle uscite tonitruanti dello Psiconano sull'Europa.
Sarebbe un motivo di piuù per smetterla di farli. Errare è umano, ma perseverare...
venerdì 12 settembre 2008
Zingari e imbecilli
Non so se sia peggio essere contornato da zingari o imbecilli, comunque nella storia della bimba albanese che per un paio di giorni è stata scambiata per Denise Pipitone ci sono entrambi.
Zingara è, o pare, la mamma della bimba.
Imbecille è la turista italiana che, animata da smania di protagonismo, corre dalla polizia per riferire di aver visto una bimba somigliante a Denise. Cazzo, ci deve avere un photoshop nel cervello questa turista, per identificare una bambina scomparsa da quattro anni. Però, diciamocela tutta, un tantino avrà influito anche il fatto che stava con una zingara, nevvero. Si sa che gli zingari rubano i bambini. Anche se nessun poliziotto non li becca mai e se nessun magistrato li incrimina. Perché li rubano, poi? Forse perché ne hanno così tanti dei loro che sono come drogati e vogliono anche quelli degli altri. Be' comunque il 13 maggio l'hanno beccata una, a Napoli, mentre tentava di rapire un neonata. Gliel'hanno fatta pagare: bruciato il campo nomadi. Strano però che non arrivi ancora l'incriminazione da parte del giudice. Sarà un giudice comunista.
Imbecille è pure chi sbatte in galera la zingara sulla testimonianza della mitomane. Ah sì, la zingara è caduta in contraddizione. Forse le avranno chiesto di che colore aveva i capelli e si sarà sbagliata. Peccato che il test del DNA confermi la parentela. Ma che contraddizione poteva essere quella della zingara, allora? Qualcosa tipo: "è mia figlia, non l'ho rapita, non è figlia d'altri, è nata nel 2000, non l'ho rapita, non è mia figlia, no, volevo dire è mia figlia" AHAHAH ti sei tradita, eh?
Imbecilli tutti noi, ma soprattutto i giornalisti, ad amplificare mezze verità e castronerie intere, ma sempre nella stessa direzione: la bambina parla italiano; il test del DNA prova che la zingara non è la madre; la zingara ha un comportamento sospetto; e via dicendo.
Spero che nessuno mi metta mai in galera perché un passante sostiene che mia figlia è in realtà una bambina rapita tempo fa e non più ritrovata. No, non mi succederà mai. Non sono uno zingaro.
Zingara è, o pare, la mamma della bimba.
Imbecille è la turista italiana che, animata da smania di protagonismo, corre dalla polizia per riferire di aver visto una bimba somigliante a Denise. Cazzo, ci deve avere un photoshop nel cervello questa turista, per identificare una bambina scomparsa da quattro anni. Però, diciamocela tutta, un tantino avrà influito anche il fatto che stava con una zingara, nevvero. Si sa che gli zingari rubano i bambini. Anche se nessun poliziotto non li becca mai e se nessun magistrato li incrimina. Perché li rubano, poi? Forse perché ne hanno così tanti dei loro che sono come drogati e vogliono anche quelli degli altri. Be' comunque il 13 maggio l'hanno beccata una, a Napoli, mentre tentava di rapire un neonata. Gliel'hanno fatta pagare: bruciato il campo nomadi. Strano però che non arrivi ancora l'incriminazione da parte del giudice. Sarà un giudice comunista.
Imbecille è pure chi sbatte in galera la zingara sulla testimonianza della mitomane. Ah sì, la zingara è caduta in contraddizione. Forse le avranno chiesto di che colore aveva i capelli e si sarà sbagliata. Peccato che il test del DNA confermi la parentela. Ma che contraddizione poteva essere quella della zingara, allora? Qualcosa tipo: "è mia figlia, non l'ho rapita, non è figlia d'altri, è nata nel 2000, non l'ho rapita, non è mia figlia, no, volevo dire è mia figlia" AHAHAH ti sei tradita, eh?
Imbecilli tutti noi, ma soprattutto i giornalisti, ad amplificare mezze verità e castronerie intere, ma sempre nella stessa direzione: la bambina parla italiano; il test del DNA prova che la zingara non è la madre; la zingara ha un comportamento sospetto; e via dicendo.
Spero che nessuno mi metta mai in galera perché un passante sostiene che mia figlia è in realtà una bambina rapita tempo fa e non più ritrovata. No, non mi succederà mai. Non sono uno zingaro.
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